Vita da Goffman


Teatro e psicologia
Ottobre 6, 2008, 5:48 pm
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Per il secondo anno, insieme a una collega del Centro di Formazione per la Persona PARADOXA di Treviso, tengo un laboratorio teatrale presso una scuola media. Considerate le notevoli diversità (culturali, etniche, di età e storie personali, psicologiche, di identità e genere, ecc.) che la scuola ospita e i conseguenti conflitti, il laboratorio è pensato in senso fortemente psicologico. Ciò significa che il laboratorio ha finalità teatrali in cui si innestano obiettivi relazionali. Teatro e psicologia.

Esperimento interessante. Questo anno faccio molto più affidamento alla teoria sistemica e ai contributi che l’hanno arricchita. Trovo entusiasmante poter riprendere il pensiero di Bateson (o almeno quanto io ho creduto di capire) e usarlo come mappa precaria per navigare nel mare sempre nuovo della realtà teatrale. Dove persone e personaggi intrecciano storie e idee, culture e identità, risorse e limiti. Dove le differenze fanno la differenza. E dove la differenza dice qualcosa della rotta che si sta scegliendo (costruendo).

Mi sento come un marinaio che decide di affidarsi alla sua vista, ben sapendo che questo lo porterà anche fuori rotta. A volte mi ritrovo solo su una zattera, tentando di manovrare con vele di fortuna, magari contro vento. A volte serve intuito, oltre che conoscenza. In quei momenti si decide di cambiare la mappa per rappresentare meglio il territorio che rappresenta. Si accetta la sfida di seguire un pensiero debole e indiziario che abbandona la pretesa di poter controllare la navigazione a priori, con una cartografia perfetta, e che rinuncia alla facile illusione di scegliere le onde e le correnti.