Talora nell’arsura della via
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Iniziamo con Camillo Sbarbaro, ligure fino all’osso, esperto di fama internazionale di muschi e licheni, legato alla matrice culturale baudelariana e a Leopardi. Rovescia il mito futuristico della città, attraversata nei suoi scritti dalla figura moderna dello spettatore sonnambulo e indolente. Poeta sobrio, talora secco, Sbarbaro pietrifica la psicologia dell’individuo, marcandone la difficoltà di trovare un posto e un ruolo nel panorama sociale in rapido mutamento. “Tira in queste pagine in vento di malattia; ma calma, quasi sorridente, quasi compiaciuta di sé” – E. Montale
Dalla raccolta Pianissimo (Firenze 1914), [Talora nell'arsura della via]
Talora nell’arsura della via
un canto di cicale mi sorprende.
E subito ecco m’empie la visione
di campagne prostrate nella luce…
E stupisco che ancora al mondo sian
gli alberi e l’acque,
tutte le cose buone della terra
che bastavano un giorno a smemorarmi…
Con questo stupor sciocco l’ubriaco
riceve in viso l’aria della notte.
Ma poi che sento l’anima aderire
ad ogni pietra della città sorda
com’albero con tutte le radici,
sorrido a me indicibilmente e come
per uno sforzo d’ali i gomiti alzo…
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Non, Vita, perché tu sei nella notte
la rapida fiammata, e non per questi
aspetti della terra e il cielo in cui
la mia tristezza orribile si placa:
ma, Vita, per le tue rose le quali
o non sono sbocciate ancora o già
disfannosi, pel tuo Desiderio
che lascia come al bimbo della favola
nella man ratta solo delle mosche,
per l’odio che portiamo ognuno al noi
del giorno prima, per l’indifferenza
di tutto ai nostri sogni più divini,
per non potere vivere che l’attimo
al modo della pecora che bruca
pel mondo questo o quello cespo d’erba
e ad esso s’interessa unicamente,
pel rimorso che sta in fondo ad ogni
vita, d’averla inutilmente spesa,
come la feccia in fondo del bicchiere,
per la felicità grande di piangere,
per la tristezza eterna dell’Amore,
per non sapere e l’infinito buio…
per tutto questo amaro t’amo, Vita.
Commento di melania Agosto 6, 2008 @ 6:44 pmEcco… così uno arrossisce!
Grazie
Commento di Tito Sartori Agosto 6, 2008 @ 6:52 pm